Produttori, fornitori, distributori e prestatori di servizi saranno interessati da nuove regole in materia di sostenibilità, tecnologia e regolamentazione economica. Le ricadute riguarderanno scelte quotidiane, dalla progettazione dei prodotti e del packaging fino all’approvvigionamento, alla rendicontazione e all’accesso ai mercati europei.
Questo articolo riepiloga le principali normative UE che entreranno in vigore nel 2026, indicando gli ambiti coinvolti e i tempi entro cui le imprese dovranno prepararsi.
Indice
- CBAM - Scambio delle emissioni dal 1° gennaio 2026
- Requisiti di gestione del rischio informatico ai sensi della NIS2
- Obblighi di rendicontazione sulla trasparenza retributiva
- Nuovi obblighi per finanziatori e intermediari del credito
- Conformità all’AI Act per i sistemi di IA ad alto rischio
- Norme UE sugli imballaggi e nuovi obblighi
- Resilienza digitale ai sensi del CRA
- Norme più severe sulla pubblicità ambientale
- Nuove norme UE sulla responsabilità da prodotto
- Conformità alla normativa UE sulla deforestazione (EUDR)
- Norme UE sul diritto alla riparazione per i produttori
- Panoramica delle modifiche normative UE in vigore nel 2026
CBAM - Scambio delle emissioni dal 1° gennaio 2026
Dal 1° gennaio 2026, il Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) entrerà nella fase finale di applicazione. Da tale data, le imprese che importano nell’Unione europea determinati beni ad alta intensità di CO₂ non dovranno più limitarsi alla dichiarazione delle emissioni incorporate, ma saranno tenute anche a sostenerne il costo.
Il CBAM è stato introdotto per ridurre il rischio di rilocalizzazione della produzione verso Paesi caratterizzati da standard climatici meno stringenti. In base al meccanismo previsto, gli importatori dovranno acquistare certificati di emissione corrispondenti alle emissioni generate durante il processo produttivo dei beni importati.
Con il secondo pacchetto omnibus, l’Unione europea ha apportato alcuni adeguamenti al CBAM per renderne l’applicazione più gestibile, in particolare per gli importatori di dimensioni ridotte o con volumi limitati. Le modifiche riguardano, tra l’altro, regole di rendicontazione più chiare, procedure amministrative semplificate e una maggiore flessibilità nella trasmissione dei dati.
Tali semplificazioni non eliminano tuttavia gli obblighi principali. A partire dal 2026, le imprese interessate dovranno sostenere costi finanziari diretti legati al contenuto di carbonio delle merci importate. Sarà inoltre necessario disporre di processi interni adeguati per il monitoraggio delle emissioni, una collaborazione strutturata con i fornitori extra-UE e controlli interni in grado di garantire la conformità alle regole applicabili.
Requisiti di gestione del rischio informatico ai sensi della NIS2
La direttiva NIS2 amplia in modo significativo il numero di imprese soggette a obblighi in materia di cybersicurezza. Le aziende interessate dovranno adottare misure di base per la gestione del rischio informatico, definire procedure di sicurezza adeguate e notificare gli incidenti informatici rilevanti entro termini stabiliti.
Le nuove disposizioni si applicano anche a fornitori di servizi digitali che in precedenza non rientravano nell’ambito di applicazione. Fornitori di servizi cloud, data center e marketplace online dovranno rafforzare le misure di sicurezza adottate per proteggere sistemi e servizi da incidenti e vulnerabilità.
Obblighi di rendicontazione sulla trasparenza retributiva
La direttiva UE sulla trasparenza retributiva introduce nuovi obblighi per i datori di lavoro in materia di informazione salariale.
Gli annunci di lavoro dovranno indicare la retribuzione o una fascia salariale, consentendo ai candidati di conoscere in anticipo il livello di compenso previsto.
I dipendenti avranno inoltre il diritto di richiedere informazioni sulla retribuzione media per ruoli equivalenti, con dati disaggregati per genere. Le imprese dovranno rendicontare il divario retributivo di genere e adottare misure correttive qualora emergano differenze non giustificate.
Nuovi obblighi per finanziatori e intermediari del credito
La revisione della Direttiva sul credito ai consumatori (CCD II) introduce regole armonizzate per il credito al consumo in tutta l’Unione europea. L’obiettivo è definire standard più chiari e coerenti e rafforzare la tutela dei consumatori.
Quando le imprese B2B possono essere interessate
Le imprese B2B possono rientrare nell’ambito di applicazione quando:
- offrono o organizzano forme di credito per gli acquirenti, anche in via accessoria
- forniscono o supportano soluzioni di pagamento rateale o Buy Now Pay Later
- gestiscono piattaforme online o marketplace che facilitano l’accesso al credito
- si rivolgono a lavoratori autonomi o microimprenditori equiparati ai consumatori
In tali casi, gli obblighi possono applicarsi anche se l’attività principale dell’impresa resta di tipo B2B.
Conformità all’AI Act per i sistemi di IA ad alto rischio
In base al calendario attuale, le principali disposizioni dell’AI Act dovrebbero applicarsi a partire dal 2 agosto 2026. Il regolamento riguarda in particolare i sistemi di intelligenza artificiale classificati come ad alto rischio, come quelli utilizzati nella selezione del personale, nelle valutazioni creditizie, nell’assistenza sanitaria e nei contesti di sicurezza.
Le imprese che sviluppano o forniscono tali sistemi dovranno gestire i rischi associati, utilizzare dati di addestramento adeguati e mantenere una documentazione tecnica completa. La trasparenza costituisce un requisito centrale, insieme all’obbligo di informare gli utenti e garantire un adeguato controllo umano sui sistemi.
Nel novembre scorso, la Commissione europea ha proposto un possibile rinvio nell’ambito dell’iniziativa Digital Omnibus. In attesa di una decisione definitiva, le imprese sono invitate a proseguire le attività di preparazione sulla base del calendario attuale.
Norme UE sugli imballaggi e nuovi obblighi
Il nuovo regolamento UE sugli imballaggi si applicherà a partire dal 12 agosto 2026, pur essendo entrato formalmente in vigore nel febbraio 2025. Le disposizioni riguarderanno l’intero ciclo di vita degli imballaggi, dalla progettazione all’utilizzo, fino alla raccolta e al riciclo.
Il regolamento interessa produttori, rivenditori, operatori dell’e-commerce, importatori e distributori. Le imprese dovranno verificare la conformità degli imballaggi ai nuovi requisiti di sostenibilità, con possibili impatti su materiali, design dei prodotti e processi interni.
Un processo RFQ dettagliato può aiutare le imprese a individuare l’approccio più efficace per conformarsi alle nuove norme sugli imballaggi, confrontando materiali, soluzioni ed esperienza normativa di diversi fornitori. help companies identify the most effective approach to comply with the new packaging rules by comparing materials, solutions, and regulatory expertise from different suppliers.

Resilienza digitale ai sensi del CRA
I primi obblighi previsti dal Cyber Resilience Act (CRA) si applicheranno a partire dall’11 settembre 2026. Da tale data, i produttori dovranno segnalare gravi incidenti di cybersicurezza e vulnerabilità attivamente sfruttate.
Il regolamento che si occupa di resilienza digitale, stabilisce requisiti obbligatori di cybersicurezza per la maggior parte dei prodotti con funzionalità digitali immessi sul mercato UE. Le imprese dovranno gestire i rischi connessi lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti.
Norme più severe sulla pubblicità ambientale
Norme più stringenti in materia di comunicazioni ambientali dovrebbero applicarsi dal 27 settembre 2026. Le imprese potranno formulare dichiarazioni ambientali (Green Claims) solo se supportate da prove verificabili. Affermazioni vaghe o non documentate non saranno più ammesse.
Ai sensi della Direttiva Empowering Consumers for the Green Transition (EmpCo), anche etichette e marchi di sostenibilità saranno soggetti a controlli più rigorosi e dovranno basarsi su sistemi di certificazione riconosciuti o essere rilasciati da autorità pubbliche.
Come sono interessate le B2B
Queste nuove norme si concentrano principalmente sulle comunicazioni rivolte ai consumatori, ma possono riguardare anche le imprese B2B. Qualsiasi dichiarazione di sostenibilità utilizzata in materiali pubblici, come siti web, contenuti di marketing o informazioni sui prodotti che possano raggiungere i consumatori, dovrà essere chiaramente dimostrabile. Le comunicazioni B2B puramente interne o contrattuali sono generalmente escluse, ma Green Claims generiche o non verificate nella comunicazione esterna non saranno più ammesse.
Nuove norme UE sulla responsabilità da prodotto
La nuova direttiva sulla responsabilità da prodotto nella UE si applicherà ai prodotti immessi sul mercato o messi in servizio dopo il 9 dicembre 2026. Le disposizioni riguardano sia prodotti tradizionali sia prodotti digitali.
I produttori extra-UE dovranno designare un operatore economico stabilito nell’Unione europea, in modo da consentire la gestione locale delle richieste di risarcimento.
Come sono interessate le B2B
• I produttori, inclusi quelli B2B, possono essere ritenuti responsabili se i loro prodotti causano danni
• I produttori B2B extra-UE devono nominare un operatore economico stabilito nell’UE se vendono prodotti nel mercato europeo
• Importatori e distributori possono essere soggetti a responsabilità accresciute se immettono prodotti sul mercato UE
Conformità alla normativa UE sulla deforestazione (EUDR)
Il regolamento UE sulla deforestazione dovrebbe applicarsi a partire dal 30 dicembre 2026, salvo ulteriori rinvii.
Le imprese che importano o commercializzano determinate materie e prodotti derivati, tra cui cacao, olio di palma, caffè, soia, carne bovina, legno, gomma e prodotti realizzati con tali materiali, dovranno dimostrare che i prodotti non sono collegati a fenomeni di deforestazione successivi al 31 dicembre 2020.
La conformità della catena di approvvigionamento (conformità EUDR ) rappresenterà un requisito centrale per le imprese interessate.
Norme UE sul diritto alla riparazione per i produttori
La direttiva sul diritto alla riparazione introduce l’obbligo, per determinati produttori, di offrire servizi di riparazione a condizioni ragionevoli anche dopo la scadenza della garanzia. Gli acquirenti che scelgono la riparazione beneficeranno di un’estensione della garanzia.
L’obiettivo è prolungare la durata dei prodotti, ridurre i rifiuti e promuovere un utilizzo più sostenibile dei beni nell’Unione europea.
Panoramica delle modifiche normative UE in vigore nel 2026
La sezione finale riepiloga le principali normative UE trattate, ordinate in base alle rispettive date di applicazione, per agevolare la pianificazione delle attività di adeguamento da parte delle imprese.

Conclusioni
Le nuove normative rappresentano sempre una sfida per le imprese. Quando più regole entrano in vigore in un arco temporale ristretto, la pressione aumenta ulteriormente. Con requisiti sempre più complessi e tempistiche più stringenti, disporre dei partner giusti può rendere la gestione della conformità meno onerosa e più efficiente.
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